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Bambini e schermi: quanto tempo raccomanda l'OMS a ogni età e come spegnere il tablet con meno lacrime

Il team di Lulla Kids · Aggiornato: · 9 min di lettura

In breve

  • Sotto i 2 anni: l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS, 2019) non raccomanda il tempo davanti allo schermo sotto 1 anno, né il tempo sedentario davanti allo schermo a 1 anno.
  • A 2⁠–⁠4 anni: l'OMS (2019) raccomanda non più di un'ora al giorno di tempo sedentario davanti allo schermo; meno è meglio. L'American Academy of Pediatrics (AAP, 2026), l'associazione dei pediatri statunitensi, punta su qualità e contesto e, per le famiglie che vogliono un limite preciso, dice che per i bambini piccoli e in età prescolare può essere inferiore a un'ora al giorno.
  • Non contano solo i minuti: secondo l'AAP (2026), in età prescolare i contenuti educativi di qualità sono associati a un linguaggio migliore e a più comportamenti prosociali, e gli effetti crescono quando un adulto partecipa.
  • Zone senza schermi: l'AAP (2026) raccomanda che tutta la famiglia metta via il telefono a tavola, in camera da letto e nell'ora prima di dormire.
  • Meno crisi, se ti prepari: la pediatra Jenny Radesky (HealthyChildren.org, 2024) e l'organizzazione Children and Screens (2022) consigliano un limite deciso prima, avvisi graduali, un finale che il bambino capisce e qualcosa di piacevole dopo.

Quanto tempo davanti agli schermi raccomanda l'OMS per i bambini?

Le linee guida del 2019 dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per i bambini sotto i 5 anni non raccomandano il tempo davanti allo schermo sotto 1 anno, né quello sedentario a 1 anno. Tra i 2 e i 4 anni, l'OMS (2019) raccomanda non più di un'ora al giorno; meno è meglio.

Le linee guida guardano all'intera giornata: movimento, sonno e tempo passato seduti, anche davanti agli schermi. Visto che l'OMS aggiunge “meno è meglio”, l'ora è un tetto, non un obiettivo da raggiungere.

Per i bambini di 1⁠–⁠4 anni, l'OMS (2019) raccomanda anche almeno 180 minuti al giorno di attività fisica, di qualsiasi intensità; a 3⁠–⁠4 anni, almeno 60 di questi minuti dovrebbero essere di intensità da moderata a vigorosa. E quando i bambini stanno seduti, le linee guida incoraggiano la lettura e il racconto di storie insieme a un adulto.

Cosa dicono i pediatri americani (AAP) sugli schermi?

Dal gennaio 2026 l'American Academy of Pediatrics (AAP), l'associazione dei pediatri statunitensi, non indica più un numero fisso di minuti: il suo documento “Digital Ecosystems, Children, and Adolescents” punta su qualità, contesto e dialogo. A chi vuole un limite preciso, l'AAP (2026) dice che per i bambini piccoli e in età prescolare può essere inferiore a un'ora al giorno.

Quel documento ha preso il posto di “Media and Young Minds” (2016), le indicazioni dell'AAP citate ovunque fino ad allora, che dicevano alle famiglie:

  • sotto i 18⁠–⁠24 mesi: nessun media digitale, a parte le videochiamate;
  • a 18⁠–⁠24 mesi, se decidi di introdurli: programmi di qualità, da usare insieme al bambino;
  • a 2⁠–⁠5 anni: non più di un'ora al giorno di programmi di qualità, guardati insieme;
  • niente schermi a tavola, in camera da letto e nell'ora prima di dormire, una regola che il documento del 2026 mantiene per tutta la famiglia.

Oggi l'AAP (2026) aggiunge che i neonati non imparano dai media digitali, ma che guardare ogni tanto un video breve e di qualità non fa male. Conta soprattutto la qualità dei contenuti, e che resti spazio per il sonno, il gioco, il movimento e la lettura.

L'OMS fissa il tetto; l'AAP guarda anche a cosa vede il bambino e con chi. L'AAP (2026) ricorda perfino ai pediatri che il modo in cui la società parla dei media digitali può far sentire in colpa i genitori.

Quanto tempo davanti agli schermi è raccomandato per età (tabella)?

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS, 2019) non raccomanda il tempo davanti allo schermo sotto 1 anno né quello sedentario a 1 anno. A 2⁠–⁠4 anni raccomanda al massimo un'ora al giorno: meno è meglio. A chi vuole un limite preciso, l'American Academy of Pediatrics (AAP, 2026) suggerisce meno di un'ora al giorno per i bambini piccoli e in età prescolare.

Le linee guida dell'OMS riguardano solo i bambini sotto i 5 anni, quindi per i 5⁠–⁠6 anni la tabella si basa sull'AAP, che non fissa più un limite rigido ma, alle famiglie che lo desiderano, propone un intervallo indicativo.

EtàOMS (2019)AAP (2026), come riferimento
Sotto 1 annoIl tempo davanti allo schermo non è raccomandato.I neonati non imparano dai media digitali; un video breve e di qualità, ogni tanto, non fa male.
1 annoIl tempo sedentario davanti allo schermo non è raccomandato.Sotto i 18 mesi, i bambini imparano meglio dalle interazioni reali. Per i bambini piccoli, il limite può essere inferiore a un'ora al giorno.
2 anniNon più di un'ora al giorno; meno è meglio.Meno di un'ora al giorno, con contenuti di qualità, meglio se insieme a te.
3⁠–⁠4 anniNon più di un'ora al giorno; meno è meglio.Meno di un'ora al giorno in età prescolare; conta soprattutto la qualità.
5⁠–⁠6 anniLe linee guida per i bambini sotto i 5 anni non coprono questa età.Meno di un'ora al giorno in età prescolare. Per i bambini in età scolare (l'AAP li conta dai 6 anni): 1⁠–⁠2 ore al giorno di intrattenimento, o anche di più, compiti esclusi, secondo le esigenze della famiglia.

Due parole su di noi: Lulla Kids, la nostra app in inglese, rumeno, spagnolo e portoghese, è pensata per bambini da 1 a 6 anni, e quelli da 1 a 2 anni giocano insieme a un genitore. Visto che l'OMS non raccomanda il tempo sedentario davanti allo schermo prima dei 2 anni, con un bambino così piccolo la decisione è tua, e va benissimo aspettare. Per un bambino più grande, nelle domande frequenti spieghiamo come funziona il limite giornaliero dell'app.

Cosa conta come tempo davanti allo schermo, e cosa no?

Il tempo davanti allo schermo non è fatto solo di cartoni. Per l'OMS (2019), il tempo sedentario davanti allo schermo è quello passato a guardare passivamente intrattenimento su TV, computer, telefono o tablet: programmi televisivi, video, giochi al computer. Non ci rientrano i giochi su schermo in cui il bambino deve muoversi.

In pratica, ne fanno parte:

  • cartoni animati e video, in TV o sul telefono;
  • i giochi su tablet e telefono, app educative comprese;
  • lo schermo in auto o in sala d'attesa;
  • la TV accesa “di sottofondo”, che secondo l'AAP (2016) distrae i genitori dal bambino e il bambino dal gioco.

Le videochiamate con i nonni sono un caso a parte: già nel 2016 l'AAP le escludeva dal consiglio di evitare gli schermi sotto i 18⁠–⁠24 mesi, e nel 2026 ha scritto che possono offrire ai bambini un'interazione nei due sensi, perché dall'altra parte qualcuno gli risponde.

Conta anche cosa guarda il bambino, non solo quanto?

Conta anche cosa guarda un bambino. Secondo l'American Academy of Pediatrics (AAP, 2026), in età prescolare i contenuti educativi di qualità sono associati a più comportamenti prosociali e a un linguaggio migliore, e gli effetti crescono quando un adulto partecipa. Un uso intenso, solitario e non educativo è invece associato a ritardi del linguaggio e a un sonno peggiore.

L'AAP collega l'uso intenso in solitudine anche a ritardi in altre aree dello sviluppo, e a meno lettura e meno gioco simbolico (fare il dottore, giocare al negozio). Sono associazioni, non prove che la causa sia lo schermo, ma mostrano dove conviene concentrare l'attenzione.

Come riconosci un contenuto valido? Secondo l'AAP (2026), le esperienze di qualità tendono a:

  • mostrare ai bambini abilità sociali ed emotive;
  • avere obiettivi di apprendimento adatti al bambino, per esempio la matematica o la lettura;
  • lasciare spazio al gioco libero e stimolare il pensiero critico.

I contenuti scadenti, sempre secondo l'AAP, tendono ad avere meccanismi di design manipolativi (per esempio ricompense frequenti mentre si gioca), distrazioni come la pubblicità, troppi elementi interattivi o scene paurose o violente. Trovi una lista di controllo nella nostra guida per scegliere un'app educativa per il tuo bambino.

Come si fa un piano familiare per gli schermi?

Un piano familiare per i media fissa poche regole su quanto, dove, quando, cosa e con chi la famiglia usa gli schermi. L'American Academy of Pediatrics (AAP, 2026) lo raccomanda e su HealthyChildren.org mette a disposizione uno strumento gratuito, il Family Media Plan (in inglese). Una versione semplice sta su un foglio attaccato al frigo.

  1. Quanto. Un limite giornaliero adatto all'età del bambino, seguendo la tabella qui sopra. Secondo l'AAP (2026) può cambiare da una famiglia all'altra, e tra i giorni di scuola e il fine settimana.
  2. Dove e quando no. A tavola, in camera da letto e nell'ora prima di dormire.
  3. Cosa. Scegli tu in anticipo cosa si guarda o a cosa si gioca. HealthyChildren.org (2026), il sito dell'AAP per i genitori, consiglia di disattivare la riproduzione automatica e le notifiche.
  4. Con chi. Guarda e gioca con il bambino il più possibile. L'AAP (2026) suggerisce un tablet di famiglia, condiviso, invece di uno tutto suo, e dice che i bambini non perdono occasioni di apprendimento se rimandi il momento in cui ne avranno uno personale.
  5. Cosa al suo posto. Il gioco all'aperto, i libri, i giochi in famiglia: scrivili sullo stesso foglio.

Le eccezioni programmate vanno bene: secondo l'AAP (2026), ogni tanto il tablet può essere adatto nei lunghi viaggi in auto, in aereo o durante procedure mediche difficili.

Come spegnere il tablet senza capricci?

Per spegnere il tablet con meno capricci, prepara il momento: concorda il limite prima che il bambino inizi, avvisalo quando la fine si avvicina, scegli un finale che possa capire, come “ancora una canzone”, e subito dopo proponigli qualcosa che gli piace. Lo consigliano la pediatra Jenny Radesky su HealthyChildren.org (2024) e l'organizzazione Children and Screens (2022).

È normale che sia difficile: a chiunque costa smettere di fare qualcosa che gli piace, spiega Radesky, e i bambini piccoli stanno ancora imparando a gestire la rabbia e la delusione. Le crisi arrivano soprattutto quando il bambino è stanco, affamato, agitato o stressato.

Prima

  • Stabilisci il limite in anticipo. Radesky consiglia di ricordare al bambino, prima che inizi a giocare, quanto tempo ha e cosa vuole farci. Le impostazioni del tempo di tablet e telefono possono avvisarlo quando è ora di smettere.

Verso la fine

  • Avvisi graduali. Children and Screens consiglia di avvisarlo un passo alla volta, per esempio: “Ancora dieci minuti di tablet, poi ci prepariamo per il parco.”
  • Un finale che possa capire. I bambini piccoli potrebbero non sapere ancora cosa sono i minuti o le ore, osserva Children and Screens, quindi aiutano i riferimenti concreti: “ancora una canzone e il tablet va a nanna”, un timer o una clessidra.
  • Mantieni quello che hai detto. Se hai detto “due episodi”, ci si ferma dopo due. Children and Screens spiega perché: quando tentenni, i bambini imparano che possono farti cambiare idea con le parole o con una crisi.

Dopo

  • Qualcosa di piacevole in mezzo. Children and Screens sconsiglia di passare subito a qualcosa che al bambino non piace, come mettere in ordine o fare il bagnetto. Metti in mezzo qualcosa di bello, come negli esempi di Radesky: un libro preferito, qualche minuto con l'animale di casa, un piccolo incarico che lo faccia sentire parte della famiglia. Se la battaglia è lavarsi i denti, leggi le nostre idee per serate più tranquille davanti al lavandino.
  • Poche parole, con calma. Radesky consiglia di mantenere la tua posizione con meno parole possibile: “Lo so che è difficile, ma è ora di mettere via il tablet.”
  • Un posto per calmarsi, poi ritrovarsi. Secondo Radesky, ai bambini fa bene un posto dove si sentono al sicuro e possono calmarsi. Digli che sarai felice di stare di nuovo insieme quando sarà pronto.
  • Lo schermo non è l'unica consolazione. L'AAP (2026) osserva che, in età prescolare, usare il telefono o il tablet per calmarsi è associato a una regolazione emotiva più debole e ad abitudini problematiche con gli schermi. Offrigli anche altri conforti: le tue braccia, un libro, una passeggiata.

E se anche tu hai perso la pazienza, il consiglio di Radesky è semplice: perdonati.

Le regole sugli schermi valgono anche per i genitori?

Le regole sugli schermi valgono anche per i genitori: l'AAP (2026) raccomanda a tutta la famiglia niente telefoni a tavola, in camera e nell'ora prima di dormire. Nel 2016 l'AAP scriveva che l'uso dei media dei genitori predice fortemente le abitudini dei figli; per la pediatra Jenny Radesky (HealthyChildren.org, 2024), a ogni età i bambini accettano male i limiti che gli adulti non rispettano.

  • Quando il suo tempo al tablet è finito, metti via anche tu il telefono, in modo che ti veda: “Ecco, metto via anch'io il telefono e vengo da te.” Children and Screens ricorda che i più piccoli vogliono essere proprio come te.
  • Se ti accorgi di essere al telefono accanto a lui, ammettilo con semplicità e torna da lui, come suggerisce Radesky, con qualcosa come: “Scusa, stavo scrivendo un messaggio. Metto via il telefono, così parliamo.”

Bastano poche regole chiare, purché le rispetti anche tu.

Domande frequenti

  • Quanto tempo davanti agli schermi può passare un bambino di 2 anni?
    A 2 anni l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS, 2019) raccomanda non più di un'ora al giorno di tempo sedentario davanti allo schermo, e meno è meglio. Vale lo stesso a 3–4 anni. L'American Academy of Pediatrics (AAP, 2026) punta su contenuti di qualità e tempo passato insieme e, per le famiglie che vogliono un limite preciso, dice che per i bambini piccoli e in età prescolare può essere inferiore a un'ora al giorno. In quell'ora rientrano cartoni animati, video e giochi su telefono o tablet.
  • A che età un bambino può guardare la TV o i cartoni animati?
    Prima dei 2 anni l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS, 2019) non raccomanda cartoni o altro tempo sedentario davanti allo schermo; dai 2 anni, al massimo un'ora al giorno. Più precisamente, sotto 1 anno l'OMS non raccomanda il tempo davanti allo schermo, e a 1 anno non raccomanda il tempo sedentario davanti allo schermo. L'American Academy of Pediatrics (AAP, 2026) dice che i neonati non imparano dai media digitali, ma che un video breve e di qualità, ogni tanto, non fa male. Se gli fai vedere qualcosa, scegli un programma tranquillo e di qualità e guardatelo insieme.
  • Le videochiamate con i nonni contano come tempo davanti allo schermo?
    Non allo stesso modo: già nel 2016 l'American Academy of Pediatrics (AAP) escludeva in modo esplicito le videochiamate dal consiglio di evitare gli schermi sotto i 18–24 mesi. Nel 2026 l'AAP osserva che le videochiamate possono offrire ai bambini un'interazione nei due sensi, perché dall'altra parte qualcuno risponde. Siediti accanto al bambino e aiutalo a rispondere, così la chiamata diventa una conversazione.
  • Mio figlio fa i capricci ogni volta che gli tolgo il tablet: devo preoccuparmi?
    Le proteste quando si spegne lo schermo sono comprensibili: a chiunque costa smettere di fare qualcosa che gli piace. E i bambini piccoli stanno ancora imparando a gestire la rabbia e la delusione. Su HealthyChildren.org (2024), il sito dell'AAP per i genitori, la pediatra Jenny Radesky consiglia di parlarne con il medico del bambino se noti:
    • crisi quasi ogni volta che gli chiedi di smettere, per quanto tu prepari con cura il momento;
    • cambiamenti nel sonno, nell'igiene, nell'alimentazione o nei rapporti con gli altri che sembrano legati a troppo tempo davanti allo schermo;
    • che non riesce ad affrontare un breve viaggio in auto o pochi minuti di attesa senza chiedere il telefono o il tablet.
  • È un problema se il bambino guarda qualcosa prima di dormire?
    L'American Academy of Pediatrics (AAP, 2026) raccomanda di evitare gli schermi nell'ora prima di dormire e di tenere i dispositivi fuori dalla camera da letto. Per i bambini che si addormentano con un video, l'AAP suggerisce al loro posto un apparecchio con suoni rilassanti o musica tranquilla.

Fonti

  1. Organizzazione Mondiale della Sanità (2019). Guidelines on physical activity, sedentary behaviour and sleep for children under 5 years of age
  2. Organizzazione Mondiale della Sanità (2019). To grow up healthy, children need to sit less and play more
  3. American Academy of Pediatrics (2026). Digital Ecosystems, Children, and Adolescents: Policy Statement (Pediatrics, 157(2))
  4. American Academy of Pediatrics (2016). Media and Young Minds (Pediatrics, 138(5))
  5. HealthyChildren.org (American Academy of Pediatrics) (2026). Helping Kids Thrive in a Digital World: AAP Policy Explained
  6. HealthyChildren.org (American Academy of Pediatrics) (2026). How to Make a Family Media Use Plan
  7. HealthyChildren.org (American Academy of Pediatrics) (2024). Screen Time & Temper Tantrums: Helpful Tips for Parents (Jenny Radesky, MD)
  8. Children and Screens: Institute of Digital Media and Child Development (2022). Shifting Off Screens

Informazioni generali per i genitori. Non sostituiscono il parere del pediatra o del dentista.

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